Caro Amico/a,
Eccomi di ritorno da una splendida avventura: il Tuscany Trail. Erano anni che avevo questo sogno nel cassetto e finalmente sono riuscito a realizzarlo. In quest’articolo, cerco di proporti non solo un semplice diario, ma soprattutto un resoconto delle forti emozioni che ho provato…

Le emozioni del Tuscany Trail

Di certo è un impresa ardua raccontare tutto quello che ho vissuto…

  • Come si fa a scrivere dei dolori alle gambe per aver pedalato tanto?
  • Come si fa a descrivere il dolore al sedere per essere stato seduto in bici per più di 12 ore al giorno?
  • Come si fa a descrivere l’ansia che hai per la paura che  le gambe da un momento all’altro ti possano mollare?

Ma ora a distanza di 2 giorni dal termine della Tuscany Trail, mentre lavo la bici dalla tanta polvere della Toscana, i dolori sono scomparsi e sento solo nelle mie narici il profumo dei fiori nei campi che ho attraversato.

Ad ogni colpo di spugna la nostalgia per quei luoghi aumenta: quasi quasi vorrei lasciare la mia  compagna d’avventura sporca come se quella polvere fosse un meritato trofeo per me e per lei.

Un amico prima della partenza mi ha detto

“Hai presente il Mal d’Africa? Ti verrà il mal del Tuscany Trail”

Sul momento, questa frase mi ha fatto sorridere, pensando che fosse  esagerata come affermazione. Ma in realtà non lo è affatto: prova ne è quello che mi ha confessato un altro compagno di viaggio che l’ultimo giorno (a 70 km dall’arrivo) mi ha detto:

“Io rallento perché voglio godermela ancora un pò”,

L’ho guardato con stupore, ma  ora capisco cosa volesse dire.

Sono passati solo 2 giorni, ma mi manca da morire tutto quello che racchiude il Tuscany Trail:

  • L’aria di festa che si respira tra i partecipanti;
  • il nervosismo di non farcela;
  • l’emozione di ogni salita conquistata;
  • le soste nei paesini a mangiare  ed a parlare della prossima salita o di dove passare la notte;
  • i paesaggi mozzafiato che solo la Toscana può regalarti;
  • La cordialità dei toscani.

Rimarranno per sempre indelebili nella mia mente, i paesaggi ed i paesi che ho visto, il tramonto sulle strade bianche dell’Eroica, i vigneti del Chianti e di Montalcino, la Torre di Radicofani che, km dopo km, si faceva sempre più vicina.

 

Come mi sono preparato

Se vuoi sapere di più sulla fase di preparazione del mio Tuscany Trail, di consiglio di leggere questi due articoli:

 Tuscany Trail – giorno 1: la partenza

La notte prima della partenza, per vivere al meglio lo spirito del Tuscany Trail decido di dormire insieme alla maggior parte dei partecipanti (nella palestra e sugli spalti del campo sportivo di Massa).

Con me c’è Nello, un veterano di Napoli che ho conosciuto nei mesi precedenti e che mi ha dato tanti consigli utili. A noi si è poi unito Angelo di Bari, un suo amico per il quale questo sarà il secondo Tuscany.

La mattina, anche se il ritrovo in piazza è fissato per le 07:40, quasi tutti sono già svegli alle 6 a rotolare il sacco a pelo ed a sistemare i bagagli sulle bici.

Non ho avuto modo di testare le borse sulla mia Procaliber e mi sveglio con la paura che si possano allentare mentre pedalo, ma il mio timore più grosso è l’eccessivo peso che mi porto al seguito.
Addirittura ho con me 2 kg di barrette e gel: in totale 15 kg di bagaglio e credo che siano sono davvero tanti.

Anche la mia idea di chiudere il giro in 3/4 giorni per molti sembra strampalata. Anche Nello ed Angelo (che hanno già affrontato la gara) mi dicono che le salite toste sono tante e che fare 180 km al giorno sono troppi. Ma di questo non mi preoccupo, anche se ci impiego qualche giorno in più l’importante è chiudere il giro.

Ed eccoci alla partenza: siamo più di 750! Abbiamo invaso la piazza e siamo tutti lì tutti a fare foto e a dare un ultima controllata alla bici.

Poi finalmente si parte: Nello ed Angelo mi dicono di aspettare che si sfolli un po’. Non sono tanto d’accordo: l’adrenalina è tanta e voglio iniziare a pedalare, ma da buon novizio ascolto il consiglio dei miei amici.
Finalmente sfollata la piazza partiamo, siamo tra gli ultimi e percorsi qualche km iniziamo a superare i ciclisti più lenti.

La calca è tanta e ora capisco meglio il loro prezioso consiglio: i primi 50 km sono molto divertenti ed io ed Angelo ci mettiamo a sorpassare i concorrenti più lenti (soprattutto in salita), anche se ho il timore di essere partito troppo a razzo e di pagare più in là questo inutile spreco di energie. In ogni caso, continuo a superare decine e decine di biker e vado avanti.

Prima di Lucca si scende per un single track, veramente bello, su cui avrei voluto mettere in pratica le mie “doti” da discesista. Mi accorgo però che la mia frontina con 15 kg in più è difficile da manovrare… addirittura ho difficoltà a rialzarla dopo una curva, quindi decido di non sorpassare (almeno in curva).

Nel pomeriggio ho preso un ostello a 30 minuti dopo Firenze. Devo, quindi, percorrere 170 km e 2200 metri di dislivello per la fine della giornata.
Arriviamo a Firenze verso le 19: passiamo per il ponte vecchio, affollato di turisti, ed è un vero e proprio SPETTACOLO. Saluto Angelo, che ha prenotato un albergo in centro, e continuo verso la mia strada.

Raggiungo un signore  sulla sessantina in solitario ed iniziamo a parlare: scopro che lui ha l’intenzione di pedalare tutta la notte. Stranito da questa affermazione cerco di capirci di più. Questo “pazzo” è un dei partecipanti al giro delle Repubbliche Marinare  (2200 km e più di 22000 m di dislivello). Inizia a spiegarmi che cosa sono le Randonnées, come ci si allena a queste gare e come si può partecipare a quelle più importanti.
L’avrei ascoltato per ore: stavo scoprendo un mondo affascinante e sconosciuto e d’improvviso tutta la stanchezza della giornata sembra sparita e sarei pronto a pedalare con lui anche l’intera notte, pur di ascoltare le sue storie.
Purtroppo però sapevo che il mio fisico aveva bisogno di riposo e quindi, arrivati a destinazione, lo saluto per dirigermi verso l’ostello che ho prenotato.

Qui incontro alcuni ragazzi Marchigiani ospiti anche loro dell’ostello: ceniamo quindi insieme e parliamo fino a sera tarda.

Puoi trovare altre foto di questa prima giornata a questo link sulla mia pagina Facebook. A proposito, se questo articolo ti piace e vuoi sostenere il mio lavoro sul blog, ti basta darmi un like:

 

Tuscany Trail – giorno 2: Firenze-Murlo

Alle 6:00 del mattino mi sveglio con le gambe a pezzi: so che cosi non potrò fare manco 50 km e vedo il mio progetto di superare Siena (con 130 km e 3000 m di dislivello) svanire.
Alle 7:30, dopo un’abbondante colazione, siamo pronti a partire. Ora sono con Ivano e Matteo, due ragazzi Marchigiani,

Mentre pedaliamo però la borsa posteriore inizia a toccare sulla ruota e sono quindi costretto a fermarmi: dico ai ragazzi di andare e che li avrei raggiunti più avanti.
Mentre sistemo la borsa, incontro Marco, un’altro ragazzo che alloggiava all’ostello e iniziamo a  pedalare insieme. Le gambe, dopo un’oretta che pedalo, non mi fanno più male e ritorna in me la sicurezza di superare Siena.

Oggi però il caldo è atroce: sono le 13:00 ed il mio Garmin 1030 segna 38°. Passiamo nei vigneti del Chianti. È un continuo saliscendi con pendenze da gran premio della montagna: 12%, poi 18% poi discesa e di nuovo salita.

Tutto il giorno cosi… sembra un incubo ma ho un emozione nel cuore che non puoi immaginare. Sento il profumo dei fiori ad ogni respiro, vedo colline e vigneti fino all’orizzonte: è uno spettacolo meraviglioso.

Passiamo San Gimigliano e Monteriggioni percorrendo la via Francigena. Purtroppo sulla salita proibitiva di Monteriggioni, mi slitta la bici e, non riuscendo a sganciare il pedale, cado sbattendo il ginocchio destro a terra. Inizia un dolore molto fastidioso che mi accompagnerà per il resto del Tuscany Trail.

Arriviamo a Siena: sia io che Marco abbiamo l’albergo a Murlo. Sono le 19:30 e se vogliamo cenare, dobbiamo arrivare prima delle 21:30:  l’albergatrice è stata categorica!


In piazza a Siena è tutto bloccato perdiamo più di mezzora per attraversarla, Percorriamo 25 km di strade bianche dell’Eroica. Mi metto a tirare: sono stremato, ma la paura di non cenare mi da ancora tanta forza.

Tutto bene: arriviamo in albergo per le 21:15 e mangio il miglior piatto di pappardelle al sugo di cinghiale che avessi mai mangiato. Ma sia io che Marco siamo amareggiati perché abbiamo saputo di un concorrente che a Lucca ha avuto un incidente ed è in gravi condizioni.

Altre foto della seconda giornata sono disponibili a questo link sulla mia pagina Facebook. A proposito, se questo articolo ti piace e vuoi sostenere il mio lavoro sul blog, ti basta darmi un like:

 

Tuscany Trail – giorno 3: Murlo-Pitignano

Mi risveglio con gli stessi dolori alle gambe del giorno prima, ma sono positivo perché so che dopo un oretta di pedalata spariranno. Il fastidio al ginocchio sembra scomparso.
Oggi non so bene quanti km farò. Marco ha prenotato una casa a Pitigliano. Personalmente vorrei proseguire un altro poco, ma deciderò più avanti, dopo aver affrontato la salita più dura del Tuscany Trail: Radicofani.

Dopo Pienza ci sono 30 km per Radicofani e vedo la sua torre… non credo ai miei occhi: è LONTANISSIMA.

Sono ancora stanco della salite per arrivare a Pienza. In tutto abbiamo percorso 350 km e 6200 m di dislivello e quella torre sembra irraggiungibile.
Inizia la salita prima asfalto, poi sterrato ma tutta con pendenza da paura. Metto il pignone 50 e inizio a salire. Il caldo e la sete si sentono molto e i dolori sono atroci: sento come lame che mi lacerano i muscoli

Ho consumato una borraccia d’acqua solo per arrivare alla salita. In realtà ho fatto una piccola cazzata: ho mangiato un panino con il prosciutto toscano e ora la sete mi sta facendo impazzire.

Dopo 1000 m di dislivello, ecco Radicofani, un paesino piccolissimo in cui ci ristoriamo.

Poi ripartiamo per Pitigliano… ci aspettano altri 800 m di dislivello e 55 km. Da un po’ il dolore al ginocchio (per la caduta) è ritornato.

Ma per ora mi godo 10 km di discese anche se da ieri non ho più il freno posteriore. Si sono consumate le pasticche e non ho potuto sostituirle perché, con molta “furbizia”, le avevo riposto vicino all’olio della catena, con il risultato che si sono contaminate.

Puoi trovare altre foto di questa terza giornata a questo link sulla mia pagina Facebook. E se vuoi sostenere il mio lavoro sul blog, ti basta darmi un like:

 

Tuscany Trail – giorno 4: Pitigliano-Capalbio

Ore 07:30: si parte!
Oggi è il giorno dell’arrivo e ci aspettano 115 km e 1600 mt di dislivello. Sono a mille ed ormai, questi ultimi km mi sembrano una pura formalità, anche se molti temono l’Argentario. Conto di chiudere la Tuscany Trail nel primo pomeriggio: vedremo.

Ad Albinia, il paese prima dell’Argentario, Marco mi dice che si ferma un po’ perché vuole arrivare verso sera per prolungare la sua vacanza.
Forse l’errore più grave lo faccio in quest’ultima parte: inizio a salire l’Argentario senza fermarmi per riempire le borracce e bere. Il caldo è tanto, non c’è ombra, ho SETE, ma ho paura di consumare tutta l’acqua, cosi cerco di resistere…

Supero molti ragazzi che arrancano su queste salite di pietre e, saliscendi dopo saliscendi, arrivo a Porto Ercole.
Grande gelato e poi si riparte per Capalbio: sto a mille, supero uno spagnolo che si mette a scia. Percorriamo una pineta. Dò un occhiata alla velocità e sono a 32-33 km/h.

Mancano gli ultimi 10 km: ho sempre l’amico spagnolo in scia e davanti a me vedo un completino blu. Cerco di raggiungerlo ma noto che lui fa un taglio per l’asfalto, invece di prendere un sentiero di sabbia, che ci costringe a scendere dalle bici e proseguire a piedi.
Riparto a mille e lo spagnolo è sempre dietro. In lontananza vediamo il completino blu e quasi lo raggiungiamo. Mancano ancora 700 m per prenderlo, ma lui si gira, mi guarda e comincia ad andare forte.

“Cazzo, mi ha sfidato”. Allora accelero, con l’amico spagnolo sempre a ruota. 2 km prima del traguardo gli sono a ruota e mi faccio tirare un po’. Siamo a 800 m dall’arrivo: ora in un’altra occasione, mi sarei alzato sui pedali e avrei accelerato come se non ci fosse un domani. Ma siamo al TUSCANY TRAIL, questa non è una competizione. È la festa della bici e dell’amicizia.

Sono le ore 15:05 : c’è l’ho FATTA. Ho chiuso il mio primo Trail.

 

Eccoci alla fine di quest’articolo. Se vuoi vedere altre foto della quarta guornata, ti consiglio di dare un’occhiata a questo link sulla mia pagina Facebook. E se quest’articolo ti ha fatto un po’ rivivere le emozioni della gara  e ti è stato utile, il miglior modo fi farmelo sapere è cliccando sul pulsante like in basso (rapido e gratuito).