Dopo averti parlato delle bici Gravel, ti voglio portare alla scoperta delle Ultraciclyng e delle Randonnèe, discipline emergenti in Italia da pochi anni. Le prime nascono in America, mentre la randonnèe nasce in Francia. Anche se te ne parlerò in un unico articolo, in realtà sono discipline completamente diverse tra loro ma che hanno un denominatore comune: lo spirito d’avventura che le unisce.

Ultracycling

L’ultracycling rientra nella categoria degli sport estremi: si tratta di una prova massacrante che prevede una distanza minima di 500 km ed una durata di almeno 24 ore.

L’ultracycling è qualcosa che va ben oltre la competizione con il proprio avversario: è una sfida contro se stessi che richiede il superamento dei propri limiti fisici e mentali. Bisogna  provvedere alla gestione della fatica, della fame, del sonno e del freddo. Per non parlare dell’intorpidimento delle mani, dei piedi e del sedere (dovuto alle tante ore in bici).

Il fattore agonistico non è meno importante: la classifica in una gara di ultracycling è, comunque, un risultato che gli atleti non sottovalutano.

La regina delle gare di ultracycling è la RAAM (Race Across AMerica) che, lunga ben 5000 km, prevede un percorso coast to coast dal Pacifico all’Atlantico, con circa 35000 mt di dislivello ed un tempo limite di 12 giorni. Come detto, gli Stati Uniti sono la patria di origine di questa disciplina e questo primato lo conferma benissimo.

RAAM - Ultracycling

La partecipazione alle gare è aperta ad ambo i sessi maggiorenni, sia in team (due – quattro – otto atleti  che percorrono il percorso dandosi il cambio al pedale) o in singolo (sia supportati che senza).

Di norma, le gare di UltraCycling prevedono il “divieto di scia (inteso come scia di veicoli a motore o di altri atleti iscritti e non alla gara) durante tutto il percorso. Alcune gare possono, a seconda del proprio regolamento, disciplinare diversamente il concetto di “scia“. Ogni gara segue comunque un proprio regolamento che disciplina o limita determinati aspetti sopra descritti

Tra le gare con “divieto di scia” (no-draft in inglese) presenti a livello mondiale, possiamo trovare oltre alla RAAM – Race across America, il TorTour de Suisse, la Race around Austria e le italiane Race across Italy D+ Ultracycling Dolomitica.

ultraciclyngDal 2015 è attivo, primo al mondo, l’Ultracycling Italian Championship (UIC) sotto Ultracycling Italia che, al termine di un campionato decreta a cadenza annuale il Campione Italiano Ultracycling (sotto l’egida ACSI).

L’Italia vanta un grande campione di Ultraciclyng: il romano Omar Di Felice che può sfoggiare cun palmares da invidia vanta anche innumerevoli sfide in solitario (come l’ultima impresa invernale a Capo Nord, dove le temperature hanno sfiorato i -30°).

 

Le Randonnèe

Il significato di questa parola francese è “passeggiata” o “escursione” e lo spirito delle randonnée è proprio questo: divertirsi in bici su distanze lunghissime, ma senza lo stress della classifica, godendosi il panorama, e magari guardando solo il cronometro (ma giusto per una soddisfazione personale).

Si può definire una cicloturistica e nasce a Roma nel 1897, quando alcuni ciclisti partirono verso Napoli percorrendo 230 km in una sola giornata. Fu un impresa audace che dette origine al termine latino Audax, quando si compievano questi lunghi giri di almeno 200km.

La disciplina in realtà però nasce in Francia nel 1904 ad opera del creatore del Tour de France Henry Desgranges, mentre le regole furono istituite dall’Audax Club Parisien.

Anche se le randonnèe fondamentalmente non sono gare e lo spirito è più ciclo-turistico, possiamo  comunque definirle delle vere prove di forza.

Partono, infatti, da quelle più brevi di 200 km, per passare a 300, 400, 600 e persino 1200 km. Come ti dicevo non è una gara, ma c’è un limite di tempo, che comunque condiziona molto i periodi di riposo, in particolare sulle lunghe distanze.

Paradossalmente, una randonnèe da 1200 km ha una media di velocità più alta di una 200 km e quindi si riducono anche le ore di riposo. Più aumentano i km e più si fa sul serio, e si lotta con la stanchezza , il freddo della notte ed il sonno.

I costi di iscrizione per randonnée e ultraciclyng

C’è una grossa differenza di prezzi fra un’ultraciclyng ed una randonnée (molto meno cara): ciò potrebbe sembrare spropositato, ma in realtà ci sono molte differenze di gestione.

Come prima cosa, nelle Ultraciclyng i corridori hanno un GPS tracker, necessario a certificare l’esatta percorrenza dell’atleta. Ci sono, inoltre, un numero elevato di controllori durante il percorso e l’affluenza rispetto alle randonnée è molto limitata. Ci sono molti più corridori che partecipano alla randonnée quindi i costi di gestione si possono spalmare su più atleti.

Ultraciclyng e randonneè: le mie esperienze

Come abbiamo visto, per queste discipline,  ci vuole una marcia in più. Oltre ad un allenamento fatto di km e km in bici, bisogna allenarsi a dormire poco, a pedalare sotto la pioggia, di notte, con il vento forte e nel freddo.

Quest’anno ho deciso di provare qualche randonné: ho iniziato con una 200 km ed è andata molto bene. A breve farò una 300 ed una 400 km, sperando di portarla a termine e soprattutto senza soffrire molto.

Come allenamento, sommariamente sto seguendo la stessa preparazione sperimentata in occasione della partecipazione al Tuscany Trail l’anno scorso. Le soli differenze sono l’aumento del dislivello e la preparazione in soglia anaerobica. Ma comunque anche adesso la parola d’ordine è una sola: pedalare, pedalare, pedalare. Sempre. Anche con la pioggia, con il freddo, con il buio.

Prossimamente ti dirò le mie impressioni su una randonnèe da 400 e spero anche  da 600 km… per ora non mi resta che augurarti “buone pedalate!”.